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Si può ancora essere selvaggi?

19/03/2015 17:56

"Selvaggio…Selvadigh, mi diceva mia nonna quando rincasavo, con storie di polvere, cespugli e prati sulla pelle. Immobile nella vasca mi lasciavo raschiare e pulire, perché a tavola così non mi voleva.

Sorrido ancora quando al termine di una corsa vedo le tracce della giornata sulle gambe e braccia.

Essere selvaggi vuol dire stare a proprio agio nei posti dove la maggior parte della gente non si sognerebbe di andare. Selvaggio vuol dire assaporare sensazioni ed emozioni negate a molti.

Essere selvaggi significa fare o aver fatto scelte coraggiose.

Scelte che spesso cambiano la vita. Tua e di altri.

Selvaggi sono i ragazzi di Wild tee. Controcorrente, alternativi e coraggiosi.

In un momento dove tutti tirano i remi in barca, loro si sono esposti. Hanno osato. Hanno dato vita al loro sogno.

Hanno creato quello che mancava. Hanno “vestito” un’idea, un sogno appunto.

E io sono felice di vestire uno dei loro sogni.

Sono orgoglioso perché quando corro porto addosso oltre che i segni di polvere e cespugli, il marchio di persone eccezionali, che si sono dati una nuova possibilità.

E che involontariamente, forse, mi stanno dicendo che anch’io sono ancora selvaggio e che una nuova scelta mi aspetta.

Grazie

Marco


 

Prendo spunto dal titolo che ho trovato per la lettera ricevuta da Marco per fare alcune riflessioni.

Si può ancora, al giorno d’oggi, in un ambiente sempre più urbanizzato, essere selvaggi?

Io credo di si. Basta poco per vivere qualche bella avventura.

I miei più bei ricordi sono legati ad esperienze in cui ho dovuto  cavarmela in situazioni mediamente difficili: molto caldo o molto freddo, molto solo e molto lontano, molto affamato o molto assetato, molto impaurito, molto buio, molto perso.

Ma tutte queste avventure hanno un denominatore comune: la natura.

Infatti più ci allontaniamo dalle comodità più riusciamo a vivere esperienze  forti che ci segnano e diventano il nostro bagaglio.

Quando ho cercato di mettere insieme i concetti che stanno alla base di Wild Tee, pensavo proprio a queste esperienze e le parole che mi ronzavano in testa erano Selvaggio e Natura.

Grazie a delle piccole avventure possiamo riconnetterci con la natura, ma anche con la nostra natura e riscoprire quegli istinti che risiedono ancora in noi anche se sopiti da millenni di benessere.

Un esperimento che faccio sempre quando arrivo in un posto nuovo è quello di andare a correre cercando di raggiungere una meta (una cima o una località) seguendo i sentieri e di tornare da una vai diversa da quella dell’andata. Spesso i miei calcoli sono sbagliati, non trovo la strada giusta, i km sono di più, le difficoltà maggiori e il tempo a mia disposizione diventa insufficiente. Grazie a quelle piccole difficoltà, ragiono veloce, d’istinto e quasi sempre arrivo dove avevo previsto. Di solito calcolo che per tornare mi ci vuole il 50% del tempo in meno. Ma quando so che sono arrivato al tempo massimo a disposizione per il percorso di andata, decido di fare ancora un pezzo, poca roba, dieci minuti in più e sono i dieci minuti più belli perché sono quelli rubati e che dovrò recupere nella via del ritorno.

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