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PTL 2017: Un viaggio complicato.

12/09/2017 10:52

Li ho seguiti, certo che li ho seguiti, sono miei amici. Ma li ho seguiti con un certo distacco, quello reverenziale che si riserva alle cose troppo grandi in cui tutto può succedere. Non so se riuscirò mai a fare quello che hanno fatto loro, così ho voluto che ci raccontassero le loro prime impressioni a caldo senza freno e questo è il loro racconto.

Roberto: prendi un po’ di montagne, shakerale  tra loro , sentieri che impazziscono, Gps  ubriacanti. Non c’è traccia di dove salire, un mirtillo al posto di cinesini. Sali e scendi indescrivibili, acqua di pioggia più che di ruscelli. Sole caldo e più torrido di un estate milanese, un brivido freddo nella neve.

Rifugi, base vita e bivacchi, pochi letti per riposare. Lasagne, pastina o spezzatino, intervallati da barrette, cioccolatini e panini. Piedi marci, gola secca, maglie bagnate di sudore e di pioggia. Buff per aria calda, altitudine per refrigerio.

Giorno e notte, alba e tramonto, lampada frontale e cappello con visiera. Occhiali e creme antisfregamento, poncho e goretex per le intemperie.  Calze asciutte, scarpe nuove ripartire a volte duole.  Non saper dove siamo, con la nebbia tutta attorno. Balise di UTMB, lucine che ci vengono incontro, cambio direzione, tendone come base ristoro. Tira aria come a Trieste, siamo in cresta in sua balia. Il giubbetto è ghiacciato, alla vetta del monte Joly una gran bella brezza.

Campo minato attraversato, un ultimo colle per l’arrivo.

Ivana e Stella sul sentiero, neve e gelo all’orizzonte. Ramponi, corde fisse e scalette, ormai si scende senza fretta. Il tam tam sui cartelloni, ali di folla in paese, amici in fondo ad aspettarci, un abbraccio per dirsi “FINISHER” … questa è la PTL!

(Photo Credits Roberta Orsenigo)

Filippo:

Non saprei proprio da dove iniziare a raccontare quest'avventura… sì proprio un'avventura!...dove sai quando inizi ma non quando e se finisci....iniziata per scherzo due anni fa ...con Matteo e Giorgio...ma che per un motivo o per un altro non sono riuscito a terminare nemmeno l'anno passato...(mezza sega direbbe qualcuno, ebbene sì! Forse non era il momento, non ero pronto, boh..)...ma siccome sono un capricorno cocciuto, si dice non c'è il due senza il tre, così facendo i dovuti scongiuri mi presento al via con due grandi amici, Roby e Ivano e con un'assistente speciale, Ivana (forse ancor più forte di noi per come ci ha aiutato dove era possibile ❤)

I dubbi, le paure, la tensione, le domande si moltiplicano in modo esponenziale fino a quando alle 9:00 di una settimana fa scatta il via, altri 300 pazzi più o meno assieme a noi. La partenza? Una festa emozionante! Subito pronti, via se qualcuno aveva un piccolo dubbio...qui non si corre...salita su per impianti da sci...dire in piedi è poco...ma siamo all'inizio, ancora in gruppo ....cade qualche goccia …finalmente scollianiamo...altri 2 colli...sole e caldo si fanno sentire...sete?...meglio non parlarne..., e siamo pronti ad attaccare il Mont Buet!...e che batosta questa...parti da dove vuoi ma questo "BUE"…ti fa sempre patire…dritto per dritto...

Ferrate...parti esposte...alle 20:00 circa siamo in cima…attendiamo qualche minuto Ivano godendoci uno splendido tramonto...

E poi via giù allo Skiroc dove finalmente possiamo mangiare...si riparte subito...notte dura...Ivano è in difficoltà, ma si cerca di dargli coraggio di spronarlo...il sonno si fa sentire ma proseguiamo...altra salita tosta Fenetre d'Arpette (ci arriviamo alle nove di mattina)...siamo un po' indietro secondo tabella marcia...ma non ci interessa...il viaggio è lungo...ci comunicano prima variante, non si passerà più su ghiacciaio per arrivare al rifugio Cabane d'Orny...ma toccherà allungare di 10 km...Ivano è veramente stanco e decide di fermarsi…verrà recuperato a Champelac...

Noi siam bei caldi...proviamo a cambiar passo...in poco siamo al rifugio...tra lo stupore di diverse squadre che ci avevano passato molte ore fa!...si mangia e via giù...discesa tecnica...dura...fin giù in paese...e via di nuovo per ennesimo vertical...

Si scollina su un fantastico pianoro a circa 2200 mt...giusto un'occhiata al tramonto e via in discesa...traverso infinito e finalmente giungiamo alle base vita di Bourg Saint Pierre..100° km…sono le due...ci attendono Ivano e Ivana…siamo felici di vederli...pit stop di 3 ore e ripartiamo più rinfrancati che mai...direzione Caban Velan...dove giungiamo attraverso salite veramente dure...pietraie...crinali...stiamo bene...

Con Roby ci alterniamo...qualche battuta ma testa bassa e pedalare...e così in poco....ci ritroviamo al passo del Gran San Bernardo dove ci attendono per un saluto il figlio di Roby e l'amico Davide...siamo in Italia sono circa le 18:00 di martedì??..mercoledì?? Inizio a perdere colpi...

Si riparte direzione rifugio Frassati dove arriviamo alle nove circa sotto un temporale con acquazzone che è il preludio di quello che ci aspetterà da lì a poco per circa due giorni...Col del Malatrà...Collè Battaglione Aosta(e che faticata arrivare in cima...tra vento acqua freddo e gps che faceva le bizze!)..e giù a Morgex dove ci viene incontro Ivana...colazione con Lasagne...doccia piccola pennichella...alle nove ripartiamo tra il calore degli incitamenti...piove a dirotto...salita infinita...arriviamo a 2900...praticamente corriamo dentro un fiume d'acqua...ma ci sentiamo bene...Roby come al solito un tritasassi!...e così via arriviamo ai rifugi  Deffeyes...Ruitor...in piena notte completamente fradici...ormai non ci facciamo più caso...un giorno sotto l'acqua battente...veramente dura...ma il morale è sempre alto...usciamo dal Ruitor e scopriamo di essere addirittura secondi!...e quando mai mi è capitata una roba del genere...sappiamo che da lì a poco ci avrebbero comunque raggiunti...ma con nostro stupore arriviamo alla terza base vita ancora secondi, km 220 petit du San Berbard (confine tra Francia e Italia) alle sette di mattina di venerdì ...ad attenderci quella Santa di Ivana ❤ che ci assiste...CHE DONNA!!

La stanchezza è tanta...sonno non ne parliamo...piccolo pit stop…e di riparte alle 10:00...Col de Segne...dura stare svegli...per me si rivelerà il giorno più duro…tra stanchezza…sonno e gps accumulati in 4 giorni...Roby che mi sprona...detta il passo…ma è veramente dura...non so quante volte in queste notti l'ho chiamato con nomi differenti...(Fabris...Marco...Luca)ma lui è un campione non solo come atleta ma anche come persona...mi dà tranquillità ..mette un passo tranquillo…e in poco ci ritroviamo a ritroso sul percorso UTMB...i km che ci separano dall'arrivo iniziano davvero ad essere pochi....peccato che ci siamo persi nel pieno della notte ....tra qualche difficoltà e imprecazione, arriviamo al tendone del col Joly...sempre bei fradici...ci riposiamo e ripartiamo...io sono veramente cotto...Roby mi fa da badante ❤ ...si arriva tramite cresta al col de Joly...temperatura glaciale e poi via giù a Champex!..inizia l'ultima salita...modello Rifugio Brunone..1500 D+ in 8 km circa...arriviamo al rifugio Nido dell'Aquila...nevica!...sono veramente stanco…ma sappiamo che ormai manca la discesa...la neve ha coperto tutto il sentiero...spettacolo unico...ma il pericolo è alto…tra scale…ferrate e catene...ci abbassiamo di quota…e finalmente cala la tensione e riprendiamo il sentiero...pericolo passato...arriviamo a Les Housses…mancano 7 km a Chamonix…avrei voglia di piangere…anche se è già da due giorni che mi capita....ma respingo in gola il tutto...i pensieri sono tanti...il corpo inizia a presentare in conto...Roby vorrebbe addirittura correre ma io ho male a ginocchio e così si cammina fino all'arrivo dove ci attendono Marco, Ivana, Graziana, Stefano, Roberta, Mau...che emozione ragazzi...da brividi...abbraccio Roby lo ringrazio tra le lacrime...non credo ancora di esserci riuscito…finalmente dopo due tentativi ho concluso la PTL...che viaggio...immersi sempre nella natura...montagne...soli...in compagnia di un cianfer (GPS)..che il più delle volte mi ha messo sottosopra....

Felice di essere riuscito in tutto ciò...grazie a tutti voi che ci avete seguito...ora ci vorrà un po' di tempo per metabolizzare e recuperare....

(Photo Credits Roberta Orsenigo)

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