Un torsolo e una candela

12/06/2017 16:13

Un torsolo e una candela (in giro, da qualche parte)

Il mio tempo è un torsolo alla tavola delle mosche. Mi rosicchia le ossa appoggiato alla sedia.
E io ho paura. Non di consumarmi. Non della fine.
Ho paura di perdere qualcosa. Ho paura di smarrire qualcosa; l'unica parte pulita che definisce l'esistenza.
Corro nell'aria nera, contro un cielo colmo di bestemmie e speranza. L’aria mi sputa addosso la mia fatica, le mie debolezze e la leggerezza che non ho.
Tutta questa vita, inevitabilmente, sbatte contro un parabrezza che non c’é. Quassù si sta bene ma non vedo niente. Intuisco tutto e va bene lo stesso.

Il mare è laggiù come sempre e ha palpebre tumefatte.
È un vassoio di mercurio alla periferia della terra.
Il diaframma dell'orizzonte si dilata nell'aria immobile.

Aria lontana ed eterna, come quelle onde smeraldo che devono essere per forza in giro, da qualche parte, in qualche foto appesa.
Al valico i vecchi alberi si spostano, o almeno mi sembra. 
Questa montagna è diventata la mia casa diroccata, piena di ricambi per sogni fusi.
E’ un tendone per equilibristi di nuvole e neve ferita. Ma continuo a tornare qui, stupidamente felice.
Ci sono piccole orme davanti a me. La purezza di un'esistenza selvaggia ed istintiva. Annusiamo insieme senza sapere chi siamo. La stessa scintilla e la stessa fiamma.

Scavalco l'ultima torre.
Un silenzio remoto sale dal profondo della foresta. E’ una marea arborea e
copre tutto quello che sono, quello che non sono ed ogni cosa che ci sarà.
Abbraccio gli ultimi grandi alberi. Loro resistono ancora. 
Vorrei resistere con loro.
Lascio scorrere pensieri e cristalli prima della notte.
Le ombre avvolgono tutto. Non c'è motivo di temere nulla.
Nessuna paura adesso. 
Corro ancora, attraverso aghi sottili e occhi nascosti. 
Per poi perdermi senza traccia e senza rumore, alla fine di ciò che sono.
Un vespro sciolto nel mercurio.
Per la fine di ciò che sono; perché nella fragilità esiste consapevolezza.
Nessuna paura adesso.
Ancora un torsolo e una candela, in giro da qualche parte.

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